Archivio di maggio 2010

2010
27
maggio

Apprendistato-Esclusione delle Regioni dalla formazione Aziendale

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 176 del 15 maggio 2010, boccia parte del Dl n. 112 del 2008, convertito con modificazioni in Legge n. 133 del 2008, a seguito del ricorso presentato da alcune regioni (Toscana, Basilicata, Puglia, Emilia Romagna, Liguria, Marche e Piemonte). Vengono ripristinate, dunque, le competenze delle regioni in materia di  apprendistato a seguito del rifiuto parziale della Corte Costituzionale dell’art. 23, comma 2 del suddetto decreto anti-crisi, articolo che apriva la strada al cosiddetto canale aziendale della formazione in ambito di apprendistato, escludendo in questo modo qualsiasi partecipazione regionale.
Secondo i giudici, invece,ammesso che l’adempimento degli obblighi formativi previsti per i titolari di contratto di apprendistato professionalizzante, venga gestito con formazione esclusivamente aziendale, alle Regioni debba essere riconosciuto un ruolo non meno importante, di impulso e monitoraggio dell’attività formativa. Queste ultime, lamentando un danno alle proprie competenze, in particolare, hanno impugnato il comma 5-ter inserito nell’art. 49 del D.lgs. n. 276 del 2003, che prevedeva che la disciplina dei profili formativi degli apprendisti fosse demandata alla contrattazione collettiva del lavoro, piuttosto che alle Regioni di concerto con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, provocando una fattura fra formazione “interna” aziendale e formazione “esterna”, in realtà strettamente collegate.
In definitiva, dal comma 5-ter, viene eliminata la facoltà per la contrattazione collettiva di disciplinare autonomamente la formazione in apprendistato, senza tenere conto della disciplina regionale.
La Corte ha ritenuto legittimo, invece, il resto dell’art. 23, che ridetermina la durata del contratto di apprendistato professionalizzante: cancellata la durata minima del contratto, mentre rimane il termina massimo di 6 anni.

2010
18
maggio

Alfa 2.0 vince la sfida di Internet!

Sono partiti a tutti gli effetti i corsi Alfa 2.0 promossi dal Comune di Parma.
Ad oggi sono stati calendarizzati già 20 dei 35 corsi previsti prima dell’estate. Sono quindi in aula in questi giorni circa 320 cittadini del Comune di Parma: over 60, donne e stranieri.
Dove?
Le scuole coinvolte sono 14:
I.C. PARMIGIANINO Sc. Primaria “Corridoni” per il quartiere Oltretorrente
I.C. ALBERTELLI-NEWTON Scuola Secondaria di I grado “Newton” per i quartieri San Lazzaro e Lubiana
I.C. SALVO D’ACQUISTO Scuola Secondaria di I grado “D’Acquisto” per il quartiere Montanara
I.C. VERDI di CORCAGNANO Scuola Secondaria di I grado “Verdi” per il quartiere Vigatto
I.C. FERRARI Scuola Secondaria di I grado “Ferrari” per i quartieri Pablo e San Pancrazio.
I.C. MICHELI , Sc. Primaria San Leonardo  e Sc. Secondaria di I grado “Vicini” per i quartieri San Leonardo e Cortile S. Martino.
I.C. DI VIA BOCCHI Sc. Primaria “Campanini” e Sc. Primaria “Racagni” per l’area comunale Golese.
I.C. SANVITALE-FRA’ SALIMBENE Scuola Secondaria di I grado “Frà Salimbene” per il quartiere Parma Centro.
D.D. DI VIA FRATELLI BANDIERA Sc. Primaria “Corazza” per il quartiere Molinetto.
I.C. TOSCANINI  Scuola Secondaria di I grado “Toscanini” per i quartieri San Leonardo e Cortile S. Martino.
I.C. PUCCINI Sc. Primaria “Pezzani” Lubiana e Cittadella.
I.C. DI VIA MONTEBELLO Sc. Secondaria di I grado “Don Cavalli” per il quartiere Cittadella.
Cosa?
Il programma prevede 4 moduli di 3 ore ciascuno:
- Il pc come amico
- Il mondo a portata di click
- I servizi on-line
- Il comune di Parma on-line
I corsi proseguiranno anche con nuove edizioni a settembre e anche in futuro, fino al 2012.
Alfa 2.0 vince la sfida di Internet e ti mette in rete.
Per le iscrizioni chiamare il numero del Contact Center del Comune di Parma: 0521 4 0521.

Sono partiti a tutti gli effetti i corsi Alfa 2.0 promossi dal Comune di Parma.

Ad oggi sono stati calendarizzati già 20 dei 35 corsi previsti prima dell’estate. Sono quindi in aula in questi giorni circa 320 cittadini del Comune di Parma: over 60, donne e stranieri.

Dove?

Le scuole coinvolte sono 14:

I.C. PARMIGIANINO Sc. Primaria “Corridoni” per il quartiere Oltretorrente
I.C. ALBERTELLI-NEWTON Scuola Secondaria di I grado “Newton” per i quartieri San Lazzaro e Lubiana
I.C. SALVO D’ACQUISTO Scuola Secondaria di I grado “D’Acquisto” per il quartiere Montanara
I.C. VERDI di CORCAGNANO Scuola Secondaria di I grado “Verdi” per il quartiere Vigatto
I.C. FERRARI Scuola Secondaria di I grado “Ferrari” per i quartieri Pablo e San Pancrazio.
I.C. MICHELI , Sc. Primaria San Leonardo  e Sc. Secondaria di I grado “Vicini” per i quartieri San Leonardo e Cortile S. Martino.
I.C. DI VIA BOCCHI Sc. Primaria “Campanini” e Sc. Primaria “Racagni” per l’area comunale Golese.
I.C. SANVITALE-FRA’ SALIMBENE Scuola Secondaria di I grado “Frà Salimbene” per il quartiere Parma Centro.
D.D. DI VIA FRATELLI BANDIERA Sc. Primaria “Corazza” per il quartiere Molinetto.
I.C. TOSCANINI  Scuola Secondaria di I grado “Toscanini” per i quartieri San Leonardo e Cortile S. Martino.
I.C. PUCCINI Sc. Primaria “Pezzani” Lubiana e Cittadella.
I.C. DI VIA MONTEBELLO Sc. Secondaria di I grado “Don Cavalli” per il quartiere Cittadella.

Cosa?

Il programma prevede 4 moduli di 3 ore ciascuno:

- Il pc come amico
- Il mondo a portata di click
- I servizi on-line
- Il comune di Parma on-line

I corsi proseguiranno anche con nuove edizioni a settembre e anche in futuro, fino al 2012.

Alfa 2.0 vince la sfida di Internet e ti mette in rete.

Per le iscrizioni chiamare il numero del Contact Center del Comune di Parma: 0521 4 0521.

2010
11
maggio

Modificata la quota percentuale annua relativa alle spese di gestione dei Fondi Interprofessionali

Le spese relative alla gestione del Fondo non possono superare
la quota annua dell’8% del contributo erogato per i primi due anni di
attivita’, la quota annua del 6% per il terzo e quarto anno, e del 4%
a decorrere dal quinto anno.

Il 7 maggio 2010 è entrato in vigore il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, datato 17 dicembre 2009, che modifica il decreto 23 aprile 2003 in materia di Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua. Le modifiche riguardano in particolare le modalità con le quali viene stabilita la quota percentuale annua relativa alle spese di gestione del Fondi.

La normativa precedente utilizzava un criterio temporale basato sugli anni di attività. Nell’art. 3, comma 2 del decreto interministeriale 23 aprile 2003 si legge:

“Le spese relative alla gestione del Fondo non possono superare la quota annua dell’8% del contributo erogato per i primi due anni di attività, la quota annua del 6% per il terzo e quarto anno, e del 4% a decorrere dal quinto anno.”

Il nuovo atto normativo dispone invece che la quota percentuale annua relativa alle spese di gestione dipenda dal numero di adesioni dei datori di lavoro comunicate all’INPS:

- fino a 250.000 lavoratori delle imprese aderenti, quota annua dell’8% delle risorse;

- da 250.001 a 999.999 lavoratori delle imprese aderenti, quota annua del 6% delle risorse;

- da 1.000.000 di lavoratori delle imprese aderenti in poi, quota annua del 4% delle risorse.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare la dott.ssa Silvia Ghiretti (silvia.ghiretti@gruppolen.it) o il dott. Marco Dalcielo (marco.dalcielo@gruppolen.it).

2010
11
maggio

Fondi Interprofessionali: cosa sapere per ottenere i finanziamenti

Troppo spesso le aziende non sono a conoscenza delle opportunità di formazione gratuita di cui potrebbero usufruire. Una di queste opportunità sono i fondi paritetici interprofessionali; ecco alcune cose da sapere per ottenere il contributo.

Il primo passo è l’adesione a uno dei 18 fondi paritetici interprofessionali esistenti, il che non comporta alcun onere aggiuntivo per l’impresa perché il pagamento dello 0,30 è comunque obbligatorio; destinandolo ad un Fondo l’azienda avrà la garanzia che lo 0,30% versato le ritornerà in azioni formative volte a qualificare i suoi lavoratori, in sintonia con le strategie aziendali. Sono le strutture del fondo stesso a comunicare periodicamente alle imprese, singole o associate, gli inviti a presentare i loro piani formativi. Le comunicazioni dei fondi sono pubblicizzate presso enti di formazione od imprese aderenti, con l’utilizzo di vari strumenti (ad es. informative sul bollettino periodico, comunicazioni dirette alle imprese, campagne pubblicitarie sulla stampa locale o nazionale, siti internet).

A quale fondo aderire? Per prima cosa bisogna sapere che l’azienda può aderire ad un solo fondo, e può sceglierlo liberamente. Alcuni fattori solitamente influiscono sulla scelta, quali l’appartenenza ad un settore produttivo, ad un’organizzazione di rappresentanza, limitazioni espresse negli statuti stessi dei fondi (che possono limitare l’adesione a particolari categorie di impresa). Un’azienda può iscriversi a due fondi contemporaneamente solo nel caso in cui tra i suoi dipendenti figurino dei dirigenti, per i quali esistono tre fondi specifici (Fondirigenti, Fondir, Fondo Dirigenti PMI): in questo caso le adesioni ad un fondo per dirigenti e ad un altro per lavoratori possono essere parallele.

Come aderire? Nel caso in cui l´impresa decida di aderire ad un fondo interprofessionale, il datore di lavoro (o chi per lui cura le buste paga) dovrà utilizzare il modello di denuncia contributiva DM10/2. Dedicheremo un post specifico ed approfondito alle modalità di adesione e revoca, ed ai trasferimenti da un fondo all’altro.

Nel caso in cui l´impresa decida di aderire ad un Fondo Interprofessionale il datore di lavoro dovrà utilizzare il modello di denuncia contributiva DM10/2 (da utilizzare anche per le eventuali revoche dell’adesione).
L’adesione è revocabile: ha validità annuale e si intende tacitamente prorogata, salvo disdetta. La norma fissa al 31 ottobre (come da nuova Circolare Inps 67/2005) di ogni anno il termine per esprimere le adesioni o le disdette ai Fondi, i cui effetti finanziari e contributivi si produrranno dal 1° gennaio dell’anno successivo. Ogni impresa può aderire solamente ad un Fondo, anche di settore diverso da quello di appartenenza.

Cosa differenzia un piano formativo da un progetto di formazione? I fondi non possono finanziare progetti di formazione, bensì esclusivamente piani formativi (individuali, aziendali, pluriaziendali, settoriali, territoriali). Il piano formativo si differenzia da un normale progetto di formazione in quanto deve essere obbligatoriamente condiviso dalle parti sociali. A titolo esemplificativo, un piano formativo aziendale dovrà essere formalmente approvato sia dall’impresa, sia dalla rappresentanza sindacale aziendale (o in mancanza di questa, dalle organizzazioni sindacali territoriali).

Cos’è il piano formativo individuale? Riguarda la formazione di un singolo lavoratore, ed anche in questo caso il piano deve avere la condivisione delle parti sociali e dell’impresa di appartenenza del lavoratore. Ciò non significa che il singolo lavoratore debba attendere una proposta dell’impresa, può oppure monitorare il sito del fondo cui l’azienda ha aderito, sollecitare il proprio datore di lavoro e le rappresentanze sindacali e cogliere le eventuali opportunità.

Per qualsiasi ulteriore informazione la dott.ssa Silvia Ghiretti (silvia.ghiretti@gruppolen.it) ed il dott. Marco Dalcielo (marco.dalcielo@gruppolen.it) sono a vostra disposizione.